la ceretta è una tortura

Io proprio non ci riesco a sopportare questa tortura!
Stamattina ho provato a farmi togliere i peli sul petto da mia sorella che fa l’estetista. Dato che lavora anche in casa, è dotato per comodità, per qualità e quasi per una forma di obbligo verso il lavoro che fa, di tutti gli strumenti possibili ed immaginabili.

Ora che è arrivato il caldo, mi capita di girare per casa senza maglietta.
Mia sorella a questo proposito mi ha proposto di provare a togliermi i peli sul petto, con una ceretta, promettendomi, malamente, che aveva una cera che non avrebbe fatto male.
Sono da sempre molto restio a farmi fare le cerette. Nel Contempo sono molto ignorante riguardo gli strumenti e tutto ciò che ruota attorno al mondo della cura estetica del corpo. Quindi ho abboccato. Sono proprio un somaro.
Diciamo che nella vita provo a fare tutto, nei limiti del possibile. Anche le cose più futili o inutili.
Quindi ho accettato di farmi fare la ceretta.

Mia sorella ha scaldato la cera e preparato le strisce da applicare sul corpo che mi avrebbero strappato letteralmente dai bulbi i peli.
Dopo qualche minuto era tutto pronto.
Siamo andati in bagno a svolgere questa operazione epilatoria.

Mia sorella mi ha applicato la cera sul corpo. Era molto calda, ma non bollente.
Ecco che ora arriva la prima striscia applicata in una zona del petto, sopra i peli. Ci stavo per ripensare. Anzi, ci avevo ripensato, ma prima che potessi dirlo, mia sorella tira la striscia epilatoria e strappa via una porzione di peli.
Dolore disumano. Urlo lancinante.

Ormai il danno era fatto. Dovevo continuare per togliere ogni singolo pelo dal petto, ripassando anche sui posti già fatti, in cui i peli erano diventati più corti, ma non completamente strappati.

Mi sono maledetto fortemente da solo.

Una tortura durata non so quanto tempo.

Di sicuro mi è parso infinito.

Mia sorella poi ci metteva il carico ulteriore sopra al mio dolore, facendomi sentire anche debole, in senso buono, cioè come uno che non sopporta nulla. Mi ha detto infatti che le donne sopportano di più. Basta pensare a quando si depilano le gambe con l’epilatore elettrico. Sicuramente ha ragione, ma io non mi sono sentito convinto e non volevo convincermi. Sudavo tanto e soffrivo. Non vedevo l’ora che quella tortura giungesse al termine.

Poi finalmente è finita.
Avevo il petto completamente glabro e rosso.
Quindi mia sorella mi ha spalmato una crepa post-ceretta rinfrescante.
È stato un sollievo.

La prima e l’ultima volta che mi sottoporrò a ceretta.

1 Comment

  • Maria

    giugno 2, 2016 at 11:06 am Rispondi

    Ciao.
    Stavo cercando informazioni relativamente a persone che provano il mio stesso, immenso dolore facendo la ceretta, nella speranza possibilmente di scoprire qualche metodo indolore ma più efficace dei tradizionali rasoi, e quindi eccomi qua.
    Io sono donna e ti posso assicurare per mia personale esperienza che non è colpa dell’essere uomo se provi tutto questo dolore facendo la ceretta, è solo una questione di soglia del dolore: c’è chi sopporta di più, c’è chi sopporta meno, c’è chi non sopporta e basta, proprio come me. La feci una volta, ricordo che al primo strappo, come te gettai un urlo lancinante e avendo ormai iniziato dovevo obbligatoriamente continuare. Feci la prima gamba, poi la seconda, piansi tutto il tempo come una bambina: mia madre, che ha una soglia del dolore altissima, mi diceva che ero esagerata, mentre l’estetista continuava ad insinuare che mi sarei abituata. Immagino che chi ha una soglia del dolore alta non possa capire quello che ho provato.
    Ebbene, terminata la seduta, guardai le mie gambe sperando di provare almeno un minimo di soddisfazione: erano in uno stato pietoso, completamente irritate, con i follicoli gonfi e arrossati. Mi fecero impressione.
    Quindi altro che abitudine, fu la prima e l’ultima volta, pessima esperienza. Da quel momento in poi, a discapito di tutti i discussi svantaggi, uso sempre il rasoio. La ceretta per me è una tortura, è certamente considerata normale nella società, ma resta una tortura. Se non te la senti NON FARLA. Non è un obbligo.

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